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Approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Terremoto

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Contributi del 100% per la ricostruzione di prime e seconde case nei 60 Comuni del cratere e prestiti agevolati per far ripartire le imprese.

È stato approvato dal Consiglio dei Ministri di stamattina il Decreto per la ricostruzione post-terremoto. "Avevamo promesso: non vi lasceremo soli. E così faremo, tutti insieme" ha commentato Matteo Renzi su Twitter. 

Confermato l’impegno, assunto dal Governo

all’indomani del sisma, di sovvenzionare la ricostruzione sia delle prime che delle seconde case, ma anche di sostenere le attività produttive e fare presto agendo secondo le regole, senza troppe deroghe.

In arrivo 4,5 miliardi di euro per la ricostruzione di abitazioni, imprese e edifici pubblici. Saranno subito disponibili 300 milioni: 200 milioni andranno ai primi interventi, gli altri 100 verranno assorbiti dalle misure di differimento delle imposte. I Comuni del cratere passano a 62. Qui saranno riconosciuti contributi del 100% per la ricostruzione di tutte le abitazioni e gli edifici produttivi. Fuori dal cratere, accederanno al contributo del 100% tutte le abitazioni principali e le seconde case situate nei centri storici e nei borghi. Le seconde case esterne ai centri storici e ai borghi potranno richiedere un contributo del 50%.


Contributi alla ricostruzione di prime e seconde case
Nei 60 Comuni del cratere del sisma, indicati dal decreto, sia le prime sia le seconde case avranno un contributo pari al 100% del valore dell'intervento. Per determinare il contributo sarà calcolato il valore dell’intervento di ricostruzione. Il calcolo terrà conto della superficie dell’immobile danneggiato o distrutto, del suo valore al metro quadro e dei costi per la progettazione dell’intervento di ripristino.

Al di fuori del cratere, per ottenere il risarcimento dei danni bisognerà dimostrare il nesso con il terrremoto del 24 agosto.

Contributi alle imprese
Le piccole e medie imprese (PMI) potranno richiedere prestiti agevolati per riprendere la loro attività fino a 30mila euro da rimborsare in dieci anni. 
Chi invece intende far nascere una nuova impresa potrà chiedere fino a 600mila euro da rimborsare in otto anni con tre anni di preammortamento.
L’Inail metterà inoltre a disposizione 30 milioni di euro per la messa in sicurezza degli immobili prioduttivi.Tra le misure di sostegno ci sono anche la cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma e il rinvio di imposte e tasse per quanti documenteranno che l’impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto.


Appalti e gestione materiali, poche deroghe
L’intenzione del Governo è quella di procedere secondo le regole. Non ci saranno deroghe alle norme sul subappalto, ma bisognerà rispettare il limite del 30% previsto dal Codice Appalti (D.lgs. 50/2016). L’unica deroga riguarderà la gestione delle terre e rocce da scavo. Fino alla cessazione dello stato di emergenza, nei territori colpiti dal sisma non si applicherà il DM 161/2012.

I materiali prodotti dai crolli o dalla demolizione degli edifici pericolanti saranno trattati come rifiuti urbani e inviati nei competenti centri di raccolta. Particolari accorgimenti dovranno però essere utilizzati in presenza di amianto. In questi casi bisognerà segnalare e bonificare le aree interessate. I resti di interesse storico, artistico e architettonico, come coppi, ceramiche e pietre rappresentative della cultura locale saranno selezionati e separati. Il Mibact dovrà poi regolarne il recupero e il riutilizzo. Per assicurare la legalità e la trasparenza, le gare oltre ad avere la supervisione dell’Anac saranno gestite da una centrale unica di committenza. Il Commissario straordinario sarà affiancato dai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria come Vice Commissari e da quattro Uffici speciali per la ricostruzione, uno per ogni Regione.


Professionisti e imprese nelle white list
La parola d’ordine sarà trasparenza, non solo nei lavori pubblici, ma anche negli interventi dei privati, che dovranno preventivamente consultare almeno tre operatori. Sarà costituito un elenco dei progettisti disponibili ad assumere incarichi inerenti alla ricostruzione. Dovrà trattarsi di professionisti iscritti negli Ordini e Collegi di competenza, in regola con il Durc e in possesso di adeguati livelli di affidabilità e professionalità. Chi assumerà l’incarico di direttore dei lavori, negli ultimi tre anni non dovrà avere avuto rapporti diretti con l’impresa affidataria dei lavori di riparazione. Stesse condizioni per le imprese, che dovranno essere inserite in una anagrafe unica antimafia. Dato che l’obiettivo è fare presto, la struttura di missione in via di istituzione presso Palazzo Chigi si occuperà di effettuare i controlli e le verifiche sull’affidabilità delle imprese senza rallentare le procedure di affidamento e effettuazione dei lavori.

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